
Un sogno a colori
Giocare a calcio e dipingere. Due sogni di un bambino bolognese che poi sono diventati realtà per l’ex calciatore Fabrizio Sola, conosciuto come il “bomber-pittore” che ha saputo coniugare il campo da calcio con la tavolozza. I suoi primi quarant’anni li ha dedicati prevalentemente al calcio, giocando anche a livello professionistico, e ora ha deciso “di dedicare all’arte i prossimi 40”.
Fabrizio Sola
Capodilucca presenta una ventina di opere di Fabrizio Sola. Un insieme di tecniche miste, dall’acrilico all’olio su tela e su tavola, I colori prendono forma e diventano donne pensose, figure quasi metafisiche, paesaggi reali e onirici allo stesso tempo. Un percorso intimistico.
Introduce la presentazione il fotografo Giuliano Veronesi.
Fabrizio Sola
La carriera artistica
Nato a Bologna nel gennaio del 1964. Calciatore ma anche pittore. Dal 2004 ha partecipato come opinionista alla trasmissione sportiva di Telesanterno, “Zona di…”, sul calcio dilettantistico. Diplomato all’Istituto d’Arte nell’80, nell’81’ frequenta l’Accademia Belle Arti di Bologna e nel 1983 si iscrive a quella di Urbino. Ha esposto in mostre collettive e personali ad Urbino, a Bologna e provincia. Sito web: www.fabriziosola.it
La carriera di calciatore
Comincia nel 75′ a 10 anni, in una squadra di periferia e a 15 anni viene acquistato dal Bologna, dove gioca tre anni nelle giovanili, Allievi e Primavera, dal 78’ all’81’ come attaccante fino ad arrivare alla soglia della 1° squadra. Dai 19 anni in poi gioca ad Argenta (Fe) in serie D, poi 2 stagioni a Osimo (An) in C2, 50 partite nei professionisti. Coltiva parallelamente la passione per il calcio e per l’arte, ma quando si trasferisce nelle Marche interrompe l’Accademia a Bologna. Rientra a Bologna, gioca 1 anno nel Boca, 3 stagioni nel S.Lazzaro in serie D. Per sei anni il calcio è la sua vita e il suo lavoro. Nell ‘88′ passa alla Vignolese (Mo). Seguono altre squadre. A Granarolo termina la carriera di calciatore e comincia ad allenare a livello giovanile, per 4 anni. Dal 97′ a oggi allena, ora i dilettanti. E dal 97’ ha ricominciato a dipingere.
Venerdì 15 dicembre, dalle 18 alle 23
Sabato 16 e domenica 17 dicembre, dalle 16 alle 20
Lady Lawyer, 12 dicembre 2006
Presentazione e mostra
Una nuova rivista giuridica. Un prezioso oggetto d’arte.

Un evento per raccontare, con immagini e fotografie, il percorso internazionale di un nuovo periodico trimestrale femminile per il mondo giuridico: Lady Lawyer.
Una realtà che ha sede e redazione proprio in città e lancia in questi giorni da Bologna il primo numero sul Made in Italy.
Capodilucca, Via Capo di Lucca 12 – Bologna
martedì 12 dicembre 2006, h. 18
Capodilucca presenta Lady Lawyer, la rivista nata quest’anno dall’idea dell’avvocato bolognese Michela Cocchi, a un secolo dalla nascita della prima donna avvocato in Italia.
Questa novità editoriale è un prezioso oggetto d’arte, non solo per i contenuti ma anche per il progetto grafico innovativo e di comunicazione, per i materiali con cui viene realizzata: saranno esposti in mostra pannelli tratti dalle pagine del periodico, appena rientrato dal “tour” di presentazione del numero 0, che ha toccato New York a gennaio e marzo, Parigi in aprile, Lisbona a giugno e Roma a settembre in Campidoglio. Con un comitato scientifico nazionale ed internazionale, la rivista sviluppa i suoi contenuti dando spazio di volta in volta a diversi interventi di specialisti e ogni numero è dedicato ad una tematica specifica, secondo una struttura costruita nelle cinque parti dell’orazione giudiziaria descritta da Quintiliano. Inoltre il periodico è pubblicato in italiano e in inglese.
In questa occasione a Bologna viene presentato in anteprima il numero 1.

COME E PERCHE’ NASCE LADY LAWYER
E’ trascorso un secolo dalla nascita della prima donna avvocato in Italia e, tuttora irrisolto, anche nell’esercizio della professione forense, è il problema delle false pari opportunità. Il titolo Lady Lawyer è stato scelto a proposito: Lady Lawyer, nell’ambiente forense americano, è un’espressione che suona peggiorativa, essendo spesso usata dagli avvocati uomini per riferirsi alle colleghe donne. Al contrario nessuno sente il bisogno di specificare “uomo avvocato”. E’, questa, la sfida che Lady Lawyer, tutti coloro che vi contribuiscono e l’avvocato Michela Cocchi, come sua proprietaria e direttore responsabile, hanno voluto accettare come punto di partenza. Lady Lawyer, infatti, “non è che una convenzione, per poter parlare di legge, di avvocati, di società, di noi, dunque, del nostro pensare e sentire, del nostro insistere, per raggiungere e conquistare, della nostra traccia su questo sentiero d’inizio secolo, d’inizio millennio”, come chiarisce Michela Cocchi.
La rivista è pubblicata in italiano e in inglese. E’ distribuita gratuitamente, in edizione limitata, in Italia, Stati Uniti, e altri Paesi, a un pubblico legato al mondo giuridico femminile, appartenente alla professione forense, a organizzazioni e istituzioni nazionali, europee e internazionali, al mondo degli affari, selezionato dalla redazione e dal comitato scientifico, di cui sono membri avvocati provenienti da vari Paesi, Italia, Stati Uniti, Portogallo. Chi scrive su Lady Lawyer sono donne e uomini, da varie parti del mondo, di solito personalità ben conosciute nel loro settore di riferimento. Ogni numero individua, come proprio filo conduttore, un singolo tema giuridico e, nella sua struttura, è costruito nelle cinque parti dell’orazione giudiziaria, descritte da Quintiliano: l’esordio (prohoemium), l’esposizione (narratio), la conferma (probatio), la confutazione (refutatio) e la perorazione (peroratio). Ogni copia di ogni numero è distinta dal proprio numero di identificazione: qualcosa di simile ad un’opera d’arte.
Lady Lawyer vuole rappresentare un luogo del pensiero dove viene lasciato spazio al dialogo sulla vita e il lavoro, sulle tematiche economiche e sociali.


Nel corso dell’ultimo workshop tenuto a San Luca, Villa Cipressi nel Giugno 2006, yogi Vishveketu http://www.worldyogafamily.com ha espresso il desiderio che i suoi allievi italiani, diplomati nel corso di un training intensivo a Rishikesh tra il 2003 e il 2005, collaborassero nella diffusione e nell’approfondimento dei contenuti da lui trasmessi.
Si tratta di uno stile di insegnamento che Vishveketu definisce “Five Prana” (cinque prana): tecniche di Hata Yoga, Hata-Raja, Kundalini, Pranayama e Meditazione in grado di assicurare un approccio olistico, progressivo e bilanciato alla pratica dello Yoga inteso come Vidya, cioè scienza, arte di vivere.
Questo stile di insegnamento è la regola del gioco dello svago nell’introspezione, dove corpo e mente in poche parole: lo spirito.
I corsi di primo livello si terranno in via Capo di Lucca 12a sotto la direzione dell’allievo più anziano di Yogi Vishveketu, Piero “Pranav” Casanova (animatore e insegnante del Prana V Yoga Studio, giunto ormai al terzo anno di corsi), e con la collaborazione di Riccardo “Chandramani” Pedrini e Nice “Bhakti Rupa” Tondo. Il prossimo workhsop italiano di yogi Vishveketu si terrà nell’Aprile e Giugno 2007
Programma corsi Prana.V yoga studio
Tutti i lunedi e i giovedi in via Capo di Lucca 12a
dal 14 Settembre al 19 Ottobre >classi multilivello dalle 19.30 alle 21.00
dal 23 Ottobre >lezioni base dalle 18.30 alle 19.30 >lezioni per avanzati dalle 20.00 alle 21.00
Su richiesta personal training di Hatha Yoga e tecniche di respirazione (Pranayama)
Per qualsiasi informazione sui corsi, orientamento e seminari potete contattare 051.364987 – 335.6629789
Hari Om!
Martedi 5 dicembre serata di degustazione con tre vini dell’Azienda vinicola il “Monticino” di Zola Predosa:
* Pignoletto Doc
premiato al 20° concorso vini Abbazia di Monteveglio 2006
* Barbera Doc
premiato al 34° concorso nazionale vini Douja D’Or 2006, Asti
* Cabernet Sauvignon
I vini si degusteranno in abbinamento a tre piatti:
* Sformatino di mortadella, gnocco con salame rosa
* Terrina di carne
* Plateau di formaggi

SOCIAL DESIGN _Scenari della grafica politica e sociale
Un incontro con Gianni Sinni (SocialDesignZine) e Andrea Baravelli (Istituto Gramsci Emilia Romagna) moderato da Carlo Branzaglia (Accademia di Belle Arti Bologna).
Per il terzo appuntamento di Open Source va di scena la grafica a sfondo sociale: a parlarne Gianni Sinni, fondatore (con Andrea Rauch) di SdZ (SocialDesignZine), blog sul web dedicato appunto all’idea di ‘design sociale’; e Andrea Baravelli, coordinatore del Centro studi propaganda e comunicazioni politiche presso l’Istituto Gramsci Emilia Romagna.
Sdz presenterà il progetto del suo secondo libro, in uscita a inizio 2007, SdZ vol.2: antologia dei testi di questa autorevole e frequentata piattaforma per lo scambio di idee e di conoscenza all’interno della comunità italiana della grafica, luogo ideale per costruire quotidianamente una idea operativa di ‘social design’. La cui memoria storica è d’altra parte Immagini e parole.
La politica per la strada (http://www.manifestipolitici.it/): il vastissimo archivio consultabile on line di manifesti di comunicazione sociale e politica promosso dall’Istituto Gramsci Emilia Romagna, un piccolissimo esempio del quale sarà mostrato nella serata. Un archivio eccellente anche per raccontare la storia del graphic design italiano.
info:
info@capodilucca.it
www.yo-yoll.net/opensource
matteo.carboni@abcz.it
Capodilucca, via Capo di Lucca 12 – Bologna
martedi 19 dicembre, h. 18.30