Concetto Pozzati, 22 settembre 2004
Torture Collages 2004
Mascheramento è una definizione che può raccogliere tutti gli ultimi cicli pittorici di Concetto Pozzati. Non è solo “cammuffare” o “nascondere” o “dissimulare” ma un travestimento, se non una finzione, una mescolanza di frammenti per immagini praticabili e rimontabili. E “alterare”, rendere altro, diverso ciò che è, senza cancellare il ricevuto, può essere considerata una costante del suo operare. Pozzati è stato da sempre un investigatore del linguaggio della pittura, una pittura sedimentata e acuta, come dimostrano i molteplici cicli della sua vicenda creativa fatta di continui commistioni, incroci culturali e memorie. La mostra comprende alcuni esempi a collages del recente ciclo di Pozzati intitolato “Torture”, il primo ciclo di “impegno civile” nella sua lunga carriera: le torture di Abu Ghraib. Dipingendo la conoscenza del dolore Pozzati dichiara che non può più aggrapparsi all’ironia, poiché quello che recentemente è avvenuto, è catastrofico e tragico. La pittura, dice Pozzati, è “salvifica, si vendica di chi ferisce e di chi vuole ferire… ma la pittura non tollera…”. Anche il quadro diventa un “carcere”.
A proposito di questo ciclo Concetto Pozzati scrive:
Sto disegnando (provo a farlo) lo scempio. Tutto color terra, viola la figura centrale, nero il torturato. Grande forbice sulla testa. Forse troppo “letterario”, troppo descrittivo… Riuscirò a far riconcoscere il mio stile – mestiere? Devo ridurre la brutalità come processo ma non rinunciando ad essere… Pozzati… anche se la barbarie non è nel mio “cilindro”
Tutte le opere di quest’ultimo ciclo sono pubblicate in un catalogo di recente edizione a cura di Claudio Parmiggiani.
Nella vastissima bibliografia di Concetto Pozzati troviamo saggi, tra gli altri, di Argan, Ballo, Barilli, Boatto, Briganti, Calvesi, Carluccio, Castagnoli, Emiliani, Guadagnini, Gualdoni, Caramel, Caroli, Cortenova, Crispolti, Dehò, Evangelisti, Jaguer, Krzishik, Marchiori, Vinca Masini, Menna ,Pontiggia, Restany, Quintavalle, Sanesi, Spadoni, Solmi, Tadini, Toniato, Trini, Valsecchi, Vergine, Vescovo.
Note biografiche
Concetto Pozzetti è nato a Vò di Padova il 1 dicembre 1935. Vive a Bologna. Dal 1955 partecipa alle principali manifestazioni internazionali, tra le quali: Biennali di Venezia del 1954, 1972, 1982; Biennale di Parigi del 1969; Quadriennali di Roma del 1959, 1965, 1973, 1974 e 1986; rassegne di arte italiana a Città del Messico, Vienna, Barcellona, Chicago, Parigi, Londra, Kyoto, Francoforte, Berlino, Marsiglia. Ha tenuto personali a Bologna, Milano, Roma, Torino, Verona, Padova, Genova, Napoli, Firenze, Reggio Emilia, Venezia, Messina, Bari, Cosenza, Udine, Trieste, Dusseldorf, Belgrado, Zagabria, Graz, Lubiana, New York, Friburgo, Brema, Parigi, Basilea, Bruxelles, Tokio, Amsterdam, Francoforte, Ulm, Bonn, Copenaghen, Barcellona, San Paolo del Brasile, Montecarlo, ecc.
Le antologiche a lui dedicate si sono tenute a Palazzo della Pilotta, Parma nel 1968; a Palazzo Grassi, Venezia nel 1974; a Palazzo delle Esposizioni, Roma nel 1976; al Museo Forti, Verona nel 1986; ai Musei di Bologna e Modena nel 1991; a Palazzo Massari a Ferrara e alla Pinacoteca dei Corcordi a Rovigo nel 1996. Più recentemente, nel 1999 antologiche alla Galleria Civica d’Arte di Termoli e al Centro S. Apollonia di Venezia; nel 2002 personale all’ Artcurial Centre d’Art Contemporain di Montecarlo e al CSAC Università di Parma, Palazzo della Pilotta. Nel 2005 ha esposto quadri di grande fomato a Palazzo Frisacco di Tolmezzo. È stato ordinario della cattedra di pittura dell’Accademia di Bologna, dopo aver insegnato a Firenze e Venezia ed aver diretto L’Accademia di Urbino. E’ stato assessore alla Cultura del Comune di Bologna dal 1993 al 1996. E’ accademico di San Luca. Nella sua lunga carriera ha avuto numerosi incarichi da Musei italiani e stranieri per allestire rassegne d’arte contemporanea, partecipando a comitati scientifici. Nel 1998 è stato direttore artistico della Casa del Mantegna di Mantova. Nel 2005 gli è stato conferito dall’Università di Bologna il “Sigillum Magnum”.


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