
Open Source, alla sua terza edizione, è un ciclo di appuntamenti bimestrali dedicati al graphic design, ad ingresso gratuito, presso lo spazio Capodilucca (via Capo di Lucca 12 – Bologna), nati dalla collaborazione fra Matteo Carboni dello studio abc&z, il Corso di Diploma in Progettazione Grafica dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e il Design Center Bologna.
Open Source permette ai progettisti grafici di confrontarsi fra di loro, con i clienti, gli editori, i commentatori e gli studenti su temi attinenti a questa disciplina sempre più centrale nella comunicazione di oggi.
Primo incontro 2009
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L’EDITORIA: ITALIANI ALL’ESTERO
Venerdì 27 febbraio 2009
h.18.30 – Spazio Capodilucca
Via Capo di Lucca 12
Bologna
Il lavoro dei designer grafici italiani è sempre stato scarsamente diffuso all’estero, per difficoltà linguistiche, carenze editoriali, assenza di figure di promozione e critica, e via dicendo. Negli ultimi anni si è invece assistito a un fiorire di iniziative che hanno nettamente invertito questa tendenza.
Parteciperanno all’incontro:
Lucio Lazzara, fondatore e direttore creativo di Zetalab e promotore del Ministero della Grafica;
Cosimo Lorenzo Pancini e Francesco Canovaro, fondatori nel 2002 dello Studio Kmzero. Lo stesso studio è fondatore del magazine Ego[n];
Marco Berveglieri, direttore editoriale Red Publishing.

T-shirts Graphics:
nel mondo della comunicazione
Per il settimo appuntamento della seconda edizione di OpenSource vanno in scena le T-shirt graphics, ovvero la grafica più contemporanea applicata alla magliette. Ospiti Stefano Canesio di Lobster Apparel, Omar Rashid di Gold, Doriana Ottolini di Di EIGHT e Simone Sbarbati di Frizzi Frizzi.
Le T-shirt graphics si sono sempre più diffuse ed affermate negli ultimi anni, nell’abbigliamento come nelle promozione e comunicazione, grazie all’immediatezza del messaggio e alla relativa semplicità tecnica del media. Gli ospiti invitati confronteranno le loro idee sulle grafiche applicate alle magliette, nel mondo della comunicazione e, più in generale, in relazione agli stili di comunicazione dei nostri tempi, e delle culture giovanili di cui le T- shirt sono le più immediate intepreti. Stefano Canesio di Lobster Apparel ha sviluppato un’esperienza nella computer grafica, specializzandosi soprattutto in abbigliamento e firmando collezioni come ad esempio Broke, Dickies e Benetton; attualmente si occupa della sua linea di abbigliamento Lobster e di tutta l’immagine grafica della Nano Rec. Omar Rashid ha aperto un select store a Firenze chiamato Gold, prettamente streetwear. Doriana Ottolini, giovanissima designer, ha fondato la Di-EIGHT, l’espressione della nuova moda emergente; i capi che compongono le collezioni si presentano silhouette trendy e colori vivaci che rendono unico e inconfondibile ogni capo. Infine Frizzi Frizzi, di Simone Sbarbati, è un blog che segnala quotidianamente le ultime novità in fatto di moda, arte, design e web, diventato tappa obbligata per i marchi indipendenti in cerca di visibilità.

L’immagine della città
Di gare e concorsi: il caso Biella
Intervengono: Beppe Chia (Chialab, presidente AIAP), Francesco Fanti (Diversi Associati), Massimo Pastore (Meat)
Per il sesto appuntamento della seconda edizione di Open Source va di scena l’immagine della città.
A parlarne, Beppe Chia, titolare di Chialab e presidente di AIAP, l’associazione che raccoglie i graphic designer a livello nazionale, e che negli utlimi tempi è spesso intervenuta a supporto di istituzioni locali e non nella definizione delle modalità di incarico ai progettisti. Con lui, Francesco Fanti di Diversi Associati e Massimo Pastore di Meat, due studi bolognesi racconteranno la loro partecipazione alla gara indetta dal Comune di Biella: un progetto complesso, ideato da Enzo Biffi Gentili, dove intervengono elementi di archigrafia e di decorazione murale.
Un tema, quello dell’immagine della città, molto dibattuto di recente, ed anche oggetto di polemiche, dovute ad esiti di concorsi banditi da enti pubblici (Siracusa, ad esempio) o da case history che negli ultimi anni hanno ridisegnato, a partire dal marchio, l’identità stessa di città come Madrid, Berlino o Amsterdam. Uno scenario in forte evoluzione, che risponde alle mutate esigenze di comunicazione nei confronti dei cittadini, ma anche dei visitatori e dei turisti. In questo contesto, interviene anche il meccanismo di scelta da parte dell’ente pubblico nella commissione di tali progetti: il concorso, aperto a tutti, che spesso genera polemiche; l’ incarico diretti; o ancora la gara ad invito, che mantiene la pluralità di vedute garantendo anche, nella selezione degli invitati, la coerenza con le intenzioni del committente.

Idee che contano. Un concorso per la comunicazione sociale
Un incontro con Francesco Maria Giuli (Molly&Partners) e Manuela Stocco (Sappi Italia)
Per il quinto appuntamento della seconda edizione di Open Source va di scena la comunicazione sociale, con Francesco Maria Giuli (Molly&Partners) e Manuela Stocco (Sappi Italia). Molly&Partners è l’agenzia di design strategico di Terni, vincitrice dell’ultima edizione del concorso internazionale Ideas that Matter, promosso da Sappi, la più importante azienda produttrice di carta patinata senza legno. Ideas that matter, di cui viene lanciata in questa occasione la nuova edizione, offre l’opportunità a graphic designer e agenzie di ottenere consistenti fondi per la realizzazione di progetti promozionali a beneficio di associazioni no profit. Una qualificata giuria internazionale decreta i progetti vincitori, e conseguentemente le associazioni cui devolvere i fondi.
Francesco Maria Giuli ha fondato nel 1998 Molly&Partners, a sua volta è fra i fondatori dell’associazione Utilità Manifesta, dedicata al ruolo del graphic design nello sviluppo della comunicazione sociale. Suoi lavori sono stati pubblicati in riviste e volumi internazionali, quali Eulda 06/07, Brochure Parade, Art&Comm, Print European Annual.
Manuela Stocco è Marketing & Specification Manager di Sappi Italia, che unisce all’attenzione per l’ambiente e la società della casa madre internazionale una forte azione di supporto al mondo del graphic design nostrano.


Graphic design e identità televisiva
Presentazione del volume Video Identity (RTI/Link)
Con gli autori Mirko Pajè (Direttore Creativo Mediaset) e
Carlo Branzaglia (Docente Accademia di Belle Arti Bologna)
Per il quarto appuntamento della seconda edizione di Open Source va di scena l’immagine coordinata della televisione. I relatori di questo mese sono Mirko Pajè e Carlo Branzaglia, autori del volume Video Identità, edito da RTI/Link, che raccoglie la storia dell’immagine televisiva delle reti Mediaset, dall’esordio di Canale 5 fino alla recentissima offerta tv su telefonino. Un volume, e una serata, per raccontare quei meccanismi di comunicazione dell’identità che magari non sembrano tanto evidenti al pubblico, ma che indirizzano la percezione della “marca” televisiva, con le armi della motion graphics: le sigle, le “luminose”, i bumper, i promo… E con soluzioni come l’ormai celeberrimo 6come6 (ovvero l’”Italia 1″ declamato dai teleutenti), che porta proprio la firma di Mirko Pajé.
