MASKS & FLAGS per la nostra tribù
mostra di Andreco e Allegra Corbo a cura di Antonio Storelli
18/19/20 MAGGIO 2012 dalle ore 18 alle 22
inaugurazione venerdì 18 maggio dalle 18 alle 22
La mostra è il nuovo appuntamento di Andreco e Allegra Corbo, due artisti con due percorsi distinti, che da anni presentano il loro connubio di sperimentazione artistica, in istallazioni, libri d’arte, murales e collage giganti, bandiere e pescherecci dipinti, approfondendo una poetica e una visione di simboli e alchimie naturali, anatomie /metafora, fiabe espressioniste, esorcismi tribali antichi e contemporanei in un immaginario violento ma dolce, noir e ricco di cromatismi.

In questo momento di crisi, c’e sempre più bisogno di creare un nuovo modo di consumare e di ripensare le nostre abitudini. Abitiamo un mondo in cui le fonti sono sempre più vicine all ‘esaurimento, su di una terra stanca di essere sfruttata, mentre ci allontaniamo dalla natura di continuo. Altra Cucina vuole creare un’alternativa, una scelta, un nuovo modo di creare, partendo da ciò che le viene meglio: cucinare.
Altra Cucina vuole trovare il modo di mettere in comunicazione le persone attorno ad una tavola in armonia; con la terra, con il territorio, con il buon vino. Per tutti. Per chi ama mangiare bene, ma che presta attenzione a quello che ha nel piatto.
Altra Cucina è un ‘alternativa ai vecchi schemi, è l’alternativa alla solita, noiosa, vecchia routine.
Altra Cucina
È biologica e bio-dinamica.
È nuova
È etica
È onesta
È itinerante
la sfida di Altra Cucina è creare delle cene in cui ogni cosa che arriva nel piatto ha la sua storia, ogni ingrediente proviene dalle mani di uomini e donne che l’hanno raccolto, nutrito o spremuto.
Altra Cucina è vera.
Giovedì 10 maggio 2012, alle ore 19.00, sarà inaugurata presso lo spazio Capodilucca la personale di Paolo Ferro Comedìa (Bologna).
L’elemento originario dell’esposizione è un cospicuo numero di grafiche 10×15cm realizzate con matita 2H su carta bianca.
Il corpus dell’opera di Ferro, su Bologna come su altre città, è da considerare come un’ampia testimonianza di una realtà naturalmente aumentata. Le miniature accolgono ogni aspetto del pensato e del pensabile, lo appiattiscono e si moltiplicano per inseguire la molteplice allusione delle strutture collettive.
La linea, quella che in natura non esiste ma che della realtà è la prova ultima, l’artificio che ha finito per essere natura: disegnare come dragare una traccia nei sezionati nervi delle menti, rimettere il piede in percorsi di orme purché abbia coerenza tornare a farlo. Perché anche senza paraocchi il tutto tondo resta l’utopia della visione. Eppure la mente ha il tempo, la possibilità e a volte anche l’esigenza della sinossi dei cardini. La verità è che la mente rispetto agli occhi è incosciente, ostenta una puerile anarchia verso le bambinesche leggi della visione.
Sul far del giorno, in attesa del colore, un segno nello spazio collassa in una forma, tutto in un punto gli anni luce fanno spirali dentro le nostre mura e draghi tessili fanno esibizione di sé ad anni linea di distanza, come giochi senza fine.

Dopo il lavoro sulla città presentato a Capodilucca nel 2011, l’artista espone nuove visioni dedicate alle acque. La dimensione onirica e fantastica si fonde con la cartografia e la storia. La sua poetica parte dall’analisi del contemporaneo, e nella ricerca di un’estetica personale tra decorazione e identità, rappresenta mondi mutevoli, disegnati e miniaturizzati come filigrane, o modellati e composti in installazioni modulari.Durante la mostra verranno anche presentati e proiettati i video realizzati durante il workshop “PER-CORSI D’ACQUA” a cura di Cronos Film e Capodilucca.
Ingresso libero e gratuito
Il programma dettagliato della Notte Blu lo trovate qui

ore 20.00 Diari dal Giappone Performance Multimediale che utilizza un testo di Naoko Okada E Kobayasgi Issa e la proiezione del video Sakura con musica originali di Alberto N. A. Turra, con la partecipazione della danzatrice Monique Arnaud, dell’eclettico Giovanni Calcagno e di Durga Serena Perini, coreografie di Giò Fronti. Regia di Alessandra Damlia Pescetta e Giovanni Calcagno. Prodotto da La Casa dei Santi. In collaborazione con CapodiLucca e XL.